Abbigliamento: meglio usare etichette tessute o etichette stampate?

Quando si completa il confezionamento di abiti, vestiti o abbigliamento in genere, è di rilevante importanza saper scegliere correttamente le etichette in termini di tipologia, qualità e forma.

foto_art-1Le etichette da cucire o da applicare sui capi d’abbigliamento possono essere realizzate con diverse tecniche di lavorazione, con variegati materiali e con dettagli differenti. Certamente, la distinzione principale a cui bisogna prestare attenzione è quella tra etichette tessute ed etichette stampate.
Qualsiasi sia la scelta finale tra le due, bisognerà stabilire un design, scegliere la misura e la forma che più si adatta al prodotto finale, individuare il numero dei colori, ideare la grafica, nonché la tipologia di applicazione se da cucire o, per alcuni materiali, adesive o termo adesive, ed infine il quantitativo da far produrre.

Non appena saranno chiare tutte queste informazioni diventerà più semplice valutare la Qualità del risultato finale desiderato. Non è casuale l’aver utilizzato la Q maiuscola poiché proprio nella distinzione tra etichette tessute e stampate è insita la soddisfazione qualitativa del prodotto confezionato. Quindi, per poter essere consapevoli della giusta scelta è importante conoscere più in dettaglio la distinzione tra le due fasce di prodotto.

Le etichette tessute sono distinguibili in due macro tipologie di lavorazione realizzabili: raso e taffetà, differenti tra di loro prevalentemente da un punto di vista estetico. Per comprendere e apprezzare meglio le differenze, bisogna analizzarne le singole caratteristiche: la lavorazione in taffettà permette di ottenere un’etichetta più leggera e dall’aspetto prevalentemente opaco; con quella ad alta definizione è possibile ottenere ottimi risultati in termini di dettagli grafici o per scritte molto piccole. Diversamente, la lavorazione del raso può essere dritto o rovescio, ottenendo un effetto lucido sul dritto, mentre risulta opaco sulla lavorazione al rovescio. Per quanto riguarda la sensazione al tatto, l’etichetta in raso risulta più fluida e spessa, mentre quella in taffetà appare più leggera. Ultima caratteristica è rappresentata dal filato utilizzato, in quanto sia per le etichette in raso che per quelle in taffetà si usa il poliestere; in aggiunta al poliestere è possibile realizzare una placca, una scritta o un logo con il filato di cotone greggio utilizzabile per il “pronto per tinta” dei capi.
Allora, quale scegliere tra i materiali menzionati? La scelta non è affatto scontata, in quanto, nella decisione finale di una etichetta ricamata inciderà molto il gusto soggettivo.

Diversamente le etichette stampate sono suddivisibili prevalentemente in: raso, doppio raso, poliestere, poliammide, tyvek, cotone e policotone, nonché altri materiali stampabili (pelle, finta pelle, jacron, microiniezione, alta frequenza o HF, ecc..) che si possono approfondire in questo articolo. Tutti i materiali menzionati rappresentano semplicemente la base su cui verrà avviato il processo di stampa.
Anche in questo caso, cerchiamo di comprendere meglio le singole caratteristiche: le etichette in raso e doppio raso possiedono la consistenza di tessuto liscio e lucido; per tali ragioni la scelta di una etichetta di raso viene fatta soprattutto per la sua morbidezza.
Le etichette in poliestere, a differenza di quelle in raso, risultano essere leggermente più dure al tatto, o meno morbide sopratutto se cucite su t-shirt, canotte o capi simili che sono a diretto contatto con la pelle. In altri utilizzi o settori l’etichetta in poliestere è preferita per la sua tenacità e resilienza.
La caratteristica principale delle etichette in poliammide, o anche nylon, è la superficie molto liscia, che rende questo materiale il più utilizzato con la stampa a trasferimento termico (per approfondire leggi l’articolo “Etichette fai da te”). La superficie liscia dell’etichetta in poliammide consente di ottenere una qualità di stampa in rotativa molto definita e, come per il raso, dai colori brillanti.
Un’attenzione maggiore va dedicata alle etichette stampate su tyvek in quanto si tratta di un materiale speciale che per la sua composizione si presta a svariati usi nel settore del fashion. Si tratta di un materiale sintetico simile alla carta, difficile da strappare ma facilmente tagliabile con un paio di forbici; resiste a molti acidi e basi, è traspirante ed impermeabile all’acqua, non tossico e riciclabile.
Infine, per quanto riguarda le ultime due varianti menzionate, l’etichetta in cotone ha tutte le caratteristiche tecniche della fibra naturale che, anche se più pregiata, è meno resistente della fibra sintetica. L’etichetta in policotone, invece, è costituita da una fibra dove l’anima del filato è composta da poliestere, rivestita da un filato di cotone che conferisce un aspetto estetico più pregiato. Tra le due la più richiesta è l’etichetta in policotone per la sua combinazione tra i pregi forniti dal cotone e la resistenza apportata dalla fibra sintetica: cotone misto a poliestere.

Come già visto per le etichette tessute, anche per le etichette stampate la scelta del materiale da impiegare per la base è di carattere puramente soggettivo. L’unica certezza è fornita dal processo di stampa che può essere distinto a seconda di varie casistiche; esso può essere: in rotativa offset, serigrafia, sublimatica e a caldo, tutti processi che si possono effettuare sui materiali menzionati, garantendo un elevato livello di definizione dei dettagli.

In generale, possiamo riassumere dicendo che le etichette tessute, prevalentemente, sono ideali per impreziosire un capo d’abbigliamento. Alcune etichette stampate, invece, sono adatte per riportare le istruzioni di lavaggio e la composizione dei tessuti, o semplicemente vengono scelte per la loro economicità; altre, invece, per fattori moda o di gusto estetico o necessità tecniche.
Per quasi tutte le tipologie di etichette è preferibile ordinarle già tagliate a caldo o tagliate e piegate per evitare che si sfilaccino nel taglio e nel caso della piega si assicura la precisione della stessa. Le uniche etichette il cui materiale non sfila al taglio a freddo sono quelle stampate su poliestere e poliammide (nylon).

Concludendo, l’ultimo suggerimento che vogliamo fornirvi è di diffidare da chi propone etichette con lavorazione standard o comunque in serie, perché ogni etichetta ha la sua storia, la sua finalità d’impiego e che per tutte queste ragioni possiamo dire che le etichette non sono tutte uguali.

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